La nostra sezione

Consapevoli di vivere in un epoca dove 1/5 della popolazione gode dei 4/5 delle risorse del pianeta, dove la politica sembra essere totalmente asservita all’economia e guerre e carestie si susseguono per questioni di profitto uccidendo milioni di persone innocenti, mentre qui da noi, parte ricca del mondo, diritti fondamentali come il lavoro, la casa, la salute, la scuola, l’informazione, la cittadinanza, cuore della nostra Costituzione sono sottoposti a un lento e strisciante smantellamento, il 31 maggio 2009 è stata fondata, la sezione A.N.P.I di Bovisio Masciago.
Assumendosi l’impegno di riscoprire ciò che è stata la Resistenza e la Liberazione dal nazifascismo nel nostro comune e territorio, onorare, conservare e diffondere la memoria di coloro che con coraggio, dedizione e sacrificio anche della vita, contribuirono a consegnarci un paese libero e democratico, difendere la Costituzione repubblicana, nata dalla Resistenza e dai valori di giustizia, libertà, solidarietà e uguaglianza per cui si batterono i partigiani. Oggi attuata ancora soltanto in parte. In parte è invece ancora un programma, un ideale, una speranza, un impegno e un lavoro da compiere, per noi e per le generazioni future.


Attività 2026


25 Aprile 2026

Festa della Liberazione 2026

"Manifestazione cittadina"

Oggi, è l'81o anniversario della Liberazione, e l’80o anniversario del primo 25 Aprile di Pace e Pace è ancora oggi il bene di cui abbiamo più bisogno. La Pace, bene primario per la vita, per la costruzione di relazioni positive, sia tra gli stati come tra esseri umani, tra i continenti.
In questi anni questo bene universale viene rimesso in discussione da un cieco e barbaro ritorno della guerra, dai nazionalismi e dai fascismi; La pace e la giustizia sociale, sono messi sotto attacco; da tecnocrati, proprietari di sconfinati imperi finanziari mai sazi, che pretendono sempre di più, e affermano che la democrazia non è compatibile con la loro libertà; la Pace oltraggiata da oligarchi nazionalisti e razzisti che calpestano ogni forma di diritto internazionale rivendicando il primato assoluto della forza.

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Corteo manifestazione cittadina Corteo manifestazione cittadina Corteo manifestazione cittadina

Dalla memoria di 80 anni fa possiamo ritrovare l’energia unitaria per contrastare questa catastrofica deriva che può travolgere qualsiasi paese e che sta già portando ad un declino economico e sociale di dimensioni sconosciute.
Segnali incoraggianti ci sono: la rivolta morale di decine di milioni di cittadini nel mondo davanti al genocidio di Gaza, le grandi manifestazioni per la pace, l’indignazione e la solidarietà popolare nelle città americane, contro la brutalità insensata dei moderni negrieri, mandati a catturare in modo indiscriminato chi ha sembianze da straniero, la solidarietà europea al popolo ucraino, le mobilitazioni per la giustizia ambientale che non può più attendere, in un mondo dove una parte minoritaria di umanità si appropria delle risorse disponibili. La recente mobilitazione dei giovani nel referendum in difesa della Costituzione.
Questa rinnovata energia unitaria, è memoria di Resistenza, di Liberazione, di democrazia, di giustizia sociale, di partecipazione popolare, di costruzione di pace.
La ricostruzione del mondo su nuove basi di giustizia sociale, ambientale, di un rinnovato diritto internazionale è la sola via per la collaborazione pacifica tra stati e popoli.
Dobbiamo operare per un mondo nuovo, e assieme contrastare alle fondamenta l’attuale vento autoritario, nazionalista e bellicista.
Viva l’Italia liberata e antifascista Viva il 25 Aprile Viva i Partigiani


22 Aprile 2026

I Diritti Umani
tra economia e razzismo

"Volevamo braccia, sono arrivati uomini,
donne e i loro bambini"
foto Manifesto lavoro e razzismo

A guerra in corso nasce l’ANPI Associazione Nazionale dei Partigiani d’Italia, non si sono definiti Partigiani Italiani, perché alla liberazione dell’Italia dall’occupazione nazista e alla caduta della dittatura fascista, parteciparono condividendo rischi e i lutti anche donne e uomini di altri paesi.
Jugoslavi, Francesi, Russi, e Ucraini, Etiopi, Somali, Eritrei, Greci, Americani e Inglesi e altri ancora, perfino diverse centinaia di Tedeschi. Così come gli Italiani parteciparono alla liberazione di altri paesi europei.
Alla vigilia di questo 25 Aprile abbiamo visto una manifestazione anacronistica, indegna e razzista, svolgersi fino a Piazza del Duomo di Milano, sventolando la minaccia in stile trampiano di re-immigrazione, contro una realtà di cittadini residenti da oltre 40 anni in Italia e siamo alla terza generazione di figli, di chi è di fatto, ma non di diritto cittadino italiano.

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Volevamo braccia e sono arrivati uomini, donne e i loro bambini; con questa frase Max Frisch ha sintetizzato la discriminazione razzista che gli italiani hanno dovuto sopportare nelle loro migrazioni, da tempo la stiamo rivolgendo verso chi arriva in cerca di futuro, spesso dopo percorsi tragici.
Il professore Mantegazza aiutato da un preparatissimo Sebastiano ci ha chiarito che il razzismo non è un destino inevitabile, un dato di natura, ma una costruzione ideologica, indotta da chi dalla divisione tra le persone trae il proprio profitto.
Luca Mandreoli della CGIL ha sintetizzato tutti i vari interventi legislativi degli ultimi 30 anni, dalla Turco-Napolitano ad oggi. Dal principio di regolazione dei flussi, alla ossessione per il migrante come illegale a prescindere quindi, come mettere in difficoltà chi arriva, di come la corsa repressiva abbia creato sacche di marginalità, lavoro nero, caporalato, traffico di esseri umani, bassi salari e ricattabilità dei lavoratori. Nel contempo, il profitto nei settori che occupano questi lavoratori si è innalzato fino al punto che la magistratura ha ipotizzato in alcuni casi la riduzione in schiavitù. Di pari passo la statistica e l’esperienza diretta ci dicono che anche gli stipendi e le condizioni di lavoro per gli italiani sono peggiorate, quindi come 81 anni fa più che re-immigrazione serve un’alleanza tra tutti i lavoratori, per tutelare e ravvivare la nostra democrazia, per una vita migliore per tutti.
Prepariamo un 25 Aprile di futuro e progresso.


12 Aprile 2026

Visita alla casa museo Matteotti e omaggio ai Martiri di Villamarzana

Viaggio della Memoria 2026

Una visita che rimarrà nella memoria di noi partecipanti e della nostra sezione. Incontrare il territorio dove si è formato e ha operato uno dei padri imprescindibili dell’antifascismo e della nostra democrazia, uno dei primi martiri del fascismo, la sua ancora grande attualità di pensiero, il suo impegno per il riscatto dei lavoratori, per la giustizia fiscale, contro la corruzione in politica, per la Pace.

Visita alla Casa Museo di Matteotti Visita alla Casa Museo di Matteotti Visita alla Casa Museo di Matteotti Visita alla Casa Museo di Matteotti Visita alla Casa Museo di Matteotti Visita alla Casa Museo di Matteotti Visita alla Casa Museo di Matteotti Visita alla Casa Museo di Matteotti Visita alla Casa Museo di Matteotti Visita alla Casa Museo di Matteotti

Ricevuti con calore a Fratta Polesine dall’assessore Cinzia Mantovani e dal presidente ANPI della sezione sovracomunale Riccardo Resini che, ci hanno guidati nell’omaggio al sepolcro di Giacomo Matteotti, introdotti alla storia del territorio polesano dove Matteotti si è formato come politico, accompagnati in una breve camminata tra le vie del paese, ricco di storia e bellezze architettoniche. Uno scambio di libri, la storia della Resistenza Brianzola mentre riceviamo i libri sulle opere e la biografia di Giacomo Matteotti

Visita alla Casa Museo di Matteotti Visita alla Casa Museo di Matteotti Visita alla Casa Museo di Matteotti

Altrettanto coinvolgente e istruttivo è stato l’incontro con le preparatissime guide durante la visita della Casa Museo. Divisi in due gruppi siamo stati introdotti alla biografia della famiglia Matteotti, alle vicende personali e politiche che lì si sono svolte, nell'ultimo piano un interessante spazio multimediale.

Nel pomeriggio l’omaggio al paese di Villamarzana, Martire del fascismo, al sacrario dei suoi martiri, siamo stati accolti dal sindaco Daniele Menon, da Mattia Paulon Vice Sindaco e dalla consigliera Garbielli Emily, abbiamo visitato la Casetta del Barbiere, luogo dove la Domenica 15 ottobre 1944, i militi fascisti della Repubblica sociale fucilano 42 ostaggi rastrellati nel territorio circostante, di cui 25 minorenni, ai quali verrà aggiunto nei giorni successivi un altro condannato.
Visita alla Casa del Barbiere Sacrario di Villamarzana Visita alla Casa del Barbiere Sacrario di Villamarzana Visita alla Casa del Barbiere Sacrario di Villamarzana Visita alla Casa del Barbiere Sacrario di Villamarzana Una terrificante rappresaglia dovuta all’eliminazione da parte dei partigiani di 4 spie fasciste infiltratesi nel movimento, i fascisti locali applicarono la stessa terroristica regola usata dai nazisti alle Fosse Ardeatine. Visita alla Casa del Barbiere Sacrario di Villamarzana Visita alla Casa del Barbiere Sacrario di Villamarzana Visita alla Casa del Barbiere Sacrario di Villamarzana Visita alla Casa del Barbiere Sacrario di Villamarzana
La strage fu compiuta obbligando i famigliari delle vittime ad assistere alle fucilazioni. Sul muro della casa Monumento sono ancora visibili i segni dei proiettili
Visita alla Casa del Barbiere Sacrario di Villamarzana Visita alla Casa del Barbiere Sacrario di Villamarzana Visita alla Casa del Barbiere Sacrario di Villamarzana  Visita alla Casa del Barbiere Sacrario di Villamarzana
Una strage di cui si parla ancora troppo poco, e che nella memoria pubblica si è voluta in parte dimenticare, od oscurare, forse perché a commetterla non furono i tedeschi nazisti ma gli italianissimi fascisti. L’oblio di ferite come questa e delle responsabilità fasciste porta oggi a lasciare spazio per personaggi che evocano pubblicamente e svergognatamente alle formazioni fasciste responsabili di questi crimini. Dal Marzo 2025 è iniziato l’iter per il riconoscimento alla città di Villamarzana della Medaglia d’Oro al Valore Civile.

Visita alla Casa Museo di Matteotti Visita alla Casa Museo di Matteotti Anche il pranzo all'Ecomuseo Pizzon, oltre che eccellente e stato momento di serena convivialità tra i partecipanti nel suggestivo contesto dell’ex mulino,e si è rivelato anche una lezione di storia agricola e culinaria del territorio, grazie alle ricerche che la signora Donatella conduce per il recupero della tradizione e della cultura popolare.


21 Marzo 2026

GIARDINO DELLE GIUSTE/I

foto Peter Norman
Peter Norman

Peter George Norman (Melbourne 15-06-1942, Williamstown 3-10-2006) è stato un velocista australiano, medaglia d'argento dei 200 metri piani ai Giochi olimpici di Città del Messico 1968. Durante la cerimonia di premiazione, i due atleti afroamericani Smith e Carlos alzarono il pugno con un guanto nero in segno di protesta contro la discriminazione razziale; per dimostrare il suo sostegno,
Norman indossò come loro la coccarda dell'Olympic Projectfoto Coccarda indossata dagli atleti
for Human Rights (Progetto Olimpico per i Diritti Umani). Questo gesto costò caro a tutti loro, che però non se ne pentirono mai. Smith e Carlos non corsero più; Norman, il più grande sprinter della storia dell'atletica australiana, venne praticamente cancellato.

foto Gino Strada Medico fondatore di Emergency
Samia Yusuf Omar

Samia Yusuf Omar (1991-2012) nacque a Mogadiscio, in Somalia, in una famiglia povera; la madre lavorava come venditrice di frutta. Dopo aver vinto numerose gare dilettantistiche nel suo Paese, iniziò a partecipare a competizioni professionistiche grazie al centro olimpico somalo. Nel 2008 prese parte ai Campionati africani e ai Giochi olimpici di Pechino, gareggiando nei 200 metri piani: pur arrivando ultima, stabilì il proprio record personale e ricevette un grande incoraggiamento dal pubblico. con l’obiettivo di qualificarsi per le Olimpiadi a Londra 2012, decise di raggiungere l'Europa per trovare migliori condizioni di allenamento affrontò un viaggio lungo e pericoloso attraverso Etiopia, Sudan e Libia, ma nell'aprile del 2012 annegò nel naufragio di un barcone di migranti diretto in Italia. .

foto Antonio Maglio
Antonio Maglio

Antonio Maglio (1909-1988) è stato un medico italiano e un pioniere della riabilitazione delle persone con lesioni midollari. Dopo l'infanzia trascorsa in Egitto, si laureò in Medicina a Bari e, dopo la Seconda guerra mondiale, si specializzò in neurologia e psichiatria. l’esperienza maturata curando soldati paraplegici lo portò a sviluppare un approccio innovativo alla riabilitazione, ispirato ai metodi dello specialista inglese Ludwig Guttmann, che utilizzava lo sport come terapia. Nominato nel 1957 direttore del Centro Paraplegici Inail di Ostia, introdusse in Italia la sport-terapia per il recupero fisico e psicologico dei pazienti. Convinto del valore sociale dello sport, propose di affiancare una competizione per atleti disabili alle Olimpiadi di Roma del 1960. Grazie al suo impegno organizzativo nacquero così i primi Giochi Paralimpici ufficiali, con 400 atleti da 22 Paesi, segnando una svolta storica nella percezione della disabilità e nello sport internazionale.

Gli elaborati prodotti dalle scuole di Bovisio Masciago, hanno animato la mattinata, offrendo a tutti i partecipanti un'occasione per conoscere e onorare persone preziose, riflettere sull'attualità del mondo e di come tutti possiamo fare la nostra parte.
immagine locandina Giusti 2025 immagine pieghevole Giusti 2026 foto targa 2026 foto momenti degli spettacoli foto momenti degli spettacoli momenti degli spettacoli momenti degli spettacoli foto scopertura targa foto scopertura targa
Un sabato mattina al Palamedia, famiglie, associazioni, scuole e istituzioni assieme, per promuovere i valori di rispetto per la dignità umana, pace, giustizia e convivenza, scritti in ogni articolo della nostra Costituzione. Le figure di Giusti proposte questo anno, sono state scelte in occasione dei giochi olimpici. Le Olimpiadi con i suoi cinque simbolici cerchi incrociati a significare l’incontro pacifico dei cinque continenti. Una fratellanza messa in discussione dalle guerre e dal nuovo colonialismo, dalla legge della sopraffazione, dalla povertà. In questo momento storico di imbarbarimento delle relazioni tra paesi e popoli, di distruzione del diritto imternazionale e delle sue istituzioni, i lavori proposti dalle alunne e alunni delle nostre scuole ci riportano con semplicità ai loro bisogni e a quelli di un mondo sofferente, ai nostri doveri di adulti, ad un impegno quotidiano per creare con loro un mondo più umano in cui crescere.

13 Febbraio - 23 Marzo 2026

Referendum

Legge Nordio Meloni sulla separazione delle carriere in magistratura e riforma del C.S.M.

Siamo a festeggiare la risposta popolare che ha sconfitto un progetto eversivo, condotto utilizzando e forzando le pratiche democratiche disponibili, festeggiare la risposta popolare che ha bloccato il tentativo di porre sotto controllo del governo i poteri dello stato democratico e i suoi organismi di garanzia, Presidente della Repubblica e Corte Costituzionale.

Manifesto Referendum Manifesto Referendum Manifesto Referendum Manifesto Referendum

Il comitato civico di Bovisio Masciago, composto dal Partito Democratico, lista civica Altra Bovisio Masciago e la sezione ANPI, si è impegnato fin dai primi giorni, già il 13 febbraio abbiamo realizzato in questi locali un incontro di approfondimento con il prof Giovanni Missaglia, programmato banchetti informativi e volantinaggio ogni sabato e domenica, attacchinaggi negli spazi elettorali, la presenza costante al mercato settimanale, l’incontro pubblico con la Magistrata Angela Colella a chiusura della campagna referendaria. Anche se a Bovisio M. non abbiamo avuto un risultato positivo, abbiamo fatto la nostra parte, sicuramente abbiamo contribuito a migliorare il risultato finale. Quindi, grazie alle volontarie e volontari che si sono impegnati, dovendo qualche volta affrontare polemiche e atteggiamenti offensivi, grazie a tutti quelli che hanno usato ogni spazio e occasione per propagandare e testimoniare le ragioni del NO.
Grazie alla nostra Costituzione.


8 Marzo 2026

8 Marzo

Giornata Internazionale della Donna

80 anni fa, con il decreto del 10 marzo 1946, le donne italiane conquistavano il diritto di voto dopo la guerra e il fascismo. Due giorni prima avevano potuto celebrare la Festa internazionale della donna, colorata da quel giallo della mimosa che diverrà simbolo di rinascita.

Manifesto 8 Marzo 2026 Manifesto 8 Marzo 2026 Bovisio Masciago

Un appuntamento del calendario civile oggi svuotato dalla narrazione pubblica di un governo che ignora Resistenza, Costituenti e le origini antifasciste della nostra democrazia.
E mentre riscrive la memoria comprime diritti e servizi, precarizza il lavoro femminile, svuota i consultori e cancella la parola “autodeterminazione”.Articolo Le 21 donne della Costituzione Italiana Di fronte a guerre, disuguaglianze e silenzi indecenti, le donne tornano a ricostruire: il prossimo 28 marzo ci vedrà nuovamente partecipi, come Coordinamento donne ANPI, nelle iniziative promosse dalla Rete di donne di 10 100 1000 Piazze per la Pace. Sempre Libere Sempre!
Tamara Ferretti, segreteria nazionale Anpi, responsabile Coordinamento nazionale Donne Anpi



28 Gennaio 2026

Tu che m'hai preso il cuor

"Vienna Auschwitz
Dal Paese del sorriso al Campo della morte"

La memoria è il passato che si fa presente, per renderci vigili, guardinghi, reattivi di fronte alle violazioni dei diritti umani fondamentali. Conservare la Memoria, serve a riconoscere in anticipo la disumanità, ad aiutarci a individuare segnali e campanelli d'allarme. Da tempo questi campanelli di allarme hanno cominciato a suonare forte, dalla sostanziale distruzione del diritto internazionale e l’irrisione delle sue istituzioni.

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Hanno il suono della disumanità che lascia morire bambini di fame, freddo e malattie a Gaza, perché gli aiuti sono bloccati dall’esercito israeliano in una insensata vendetta. Hanno il suono dei fischietti della cittadinanza Minneapolis che si oppone ai rastrellamenti indiscriminati contro gli immigrati, rastrellamenti dove qualsiasi diritto è stato calpestato in diretta televisiva, arrivando all’omicidio, al gusto per la cattiveria. Hanno il suono dell’orrore, di quanto si abbandona un lavoratore sul ciglio della strada con un braccio amputato, perché ritenuto un subumano o come lo definivano meglio nei lager Stück un pezzo. Hanno il suono dell’invasione di stati sovrani, una storia lunga, culminata con l’invasione russa dell’Ucraina e oggi quella minacciata dall’amministrazione americana sulla Groenlandia. Le manifestazioni razziste e fasciste che si svolgono sempre più liberamente.
Il giorno della memoria non è solo il compiantofoto  rappresentazione per ciò che è successo allora, deve essere anche, fare realmente i conti con la nostra storia. Erano fasciti italiani quelli che bussarono con il calcio delle armi sulle porte di casa dei deportati di Bovisio Masciago. Erano italiani della repubblica di Salò quelli che tollerarono le tragiche condizioni di vita degli internati militari, sperando con quella tortura di convincerli a ritornare a combattere per loro.
Ieri mattina abbiamo letto il documento su cui giurarono i deportatati liberati da Mauthausen, la loro volontà di costruire il mondo dell’uomo libero, e la loro richiesta di aiuto in questa impresa. L’orologio dell’apocalisse ha spostato le sue lancette di altri cinque secondi verso la mezzanotte Dobbiamo riprendere con coraggio quel progetto, per noi, e per non lasciare questo mondo peggio di come lo abbiamo avuto.


27 Gennaio 2026

GIORNATA DELLA MEMORIA

Posa della Pietra d'Inciampo in memoria di Biga Mario

Biga era un uomo di 50 anni affermato nel suo lavoro di veterinario e allevatore di cani lupo per impieghi di polizia, era sposato con Beatrice De Alessi, avevano due giovani figli Giovanni e Setta, vivevano in una bella villa, appena aldilà del passaggio a livello della stazione sulla destra, dove oggi sorge un condominio.
Fu arrestato dai fascisti della Brigata Aldo Resega la notte del 2 novembre 1944 e rapidamente assieme ad Antonio Moi consegnato ai tedeschi e inviato a Mauthausen dove già il 21 novembre veniva immatricolato con il numero 110203,

foto Manifesto Giorno della memoria 2026 foto Biga Mario Gerardo Giorno della memoria 2026 commemorazione del 27 Gennaio 2026 commemorazione del 27 Gennaio 2026 commemorazione del 27 Gennaio 2026 contributi delle studentesse e studenti della scuola media A. Cairoli commemorazione del 27 Gennaio 2026 contributi delle studentesse e studenti della scuola media A. Cairoli commemorazione del 27 Gennaio 2026 contributi delle studentesse e studenti della scuola media A. Cairoli commemorazione del 27 Gennaio 2026 intervento Pietro Arienti commemorazione del 27 Gennaio 2026 lettura del Giuramento di Mauthausen commemorazione del 27 Gennaio 2026 contributi delle studentesse e studenti della scuola media A. Cairoli commemorazione del 27 Gennaio 2026 contributi delle studentesse e studenti della scuola media A. Cairoli commemorazione del 27 Gennaio 2026 contributi delle studentesse e studenti della scuola media A. Cairoli commemorazione del 27 Gennaio 2026 contributi delle studentesse e studenti della scuola media A. Cairoli commemorazione del 27 Gennaio 2026 contributi delle studentesse e studenti della scuola media A. Cairoli

Di Mario Biga possiamo immaginare il suo impegno di antifascista nella raccolta di informazioni a cui poteva accedere grazie alla sua posizione professionale, sappiamo che apparteneva alla brigata “Ippocampo” di ispirazione liberale. Mario Biga riuscì a resistere e vedere la liberazione di Mauthausen il 5 maggio 1945, ma il suo fisico era talmente consumato che le cure prodigate non furono sufficienti e morì il 22 Maggio, 17 giorni dopo la liberazione. La famiglia che aveva vissuto nella speranza di ritrovare il padre e il marito, fu devastata dalla notizia della sua morte, la moglie si ammalò e morì di dolore.
Quella di Biga assieme alle altre storie dei Resistenti di Bovisio Masciago, unite nella grande storia dell’antifascismo italiano non sono eventi terminati 80 anni fa, questa storia ha effetto ancora oggi sulle nostre vite. Cominciando dalla parità uomo donna di cui quest’anno si celebra assieme a quello della Repubblica Parlamentare, l’80esimo anniversario dell’estensione del diritto di voto alle donne, la Costituzione, promulgata il 1 Gennaio 1948 dove la libertà, l’uguaglianza, e la giustizia sono tracciate in modo netto per evitare altri dispotismi.
Quindi non basta essere qui per celebrare il nome di uno sconosciuto ucciso tanti anni fa, occorre sapere perché è stato perseguitato e ucciso, e quali erano gli scopi di chi lo ha perseguitato e ucciso. A noi tutti quindi il compito di mantenere, migliorare e ampliare questo lascito, di libertà individuali e collettive, di continuare l’edificazione del mondo dell’uomo libero, solo così queste celebrazioni possono trovare il significato autentico, solo se saremo attenti e presenti antirazzisti e antifascisti, solo così potremo sinceramente dire.
Bentornato Mario Gerardo Biga, la cittadinanza di Bovisio Masciago, le istituzioni democratiche che avevi immaginato ti abbracciano e ti ringraziano.
Ringraziamo i ragazzi della nostra scuola media che hanno voluto ricordare Mario Biga con le loro riflessioni sulla guerra, la deportazione e il fiore della libertà e della giustizia, nato dal sacrificio degli oppositori al nazifascismo e di cui siamo tutti noi custodi.