2 Giugno 1946 - 2 Giugno 2026
Ottant'anni di Repubblica, Una Indivisibile Antifascista
Il 2 giugno e il 25 aprile indissolubilmente legati, rappresentano le date fondanti del calendario democratico: senza il grande moto di popolo che fu la Resistenza, non avremmo avuto né la Repubblica, né la Costituzione.
Ricordiamo il protagonismo delle donne italiane. La loro fondamentale attività nella Resistenza gettò le basi
per le rivendicazioni politiche del dopoguerra, come la conquista del diritto all'elettorato attivo e passivo e
la possibilità di esercitarlo a partire da quel 2 giugno di ottanta anni fa. Le donne votarono e furono elette
all'Assemblea Costituente, dove diedero un contributo importantissimo.
Gli 80 anni della Repubblica hanno visto, fin da subito, il costante tentativo delle forze reazionarie orfane del
fascismo di mettere in discussione i principi su cui la Repubblica stessa si fonda; ogni mezzo è stato usato: le
stragi, gli omicidi politici, gli accordi tra poteri economici nazionali ed internazionali con le organizzazioni
mafiose, le massonerie deviate, apparati dello Stato infedeli, il tentativo costante di un revisionismo storico
volto a alleggerire le responsabilità e i crimini commessi e a legittimare ciò che la Storia ha condannato.



L'attacco alla Global Sumud Flotilla da parte delle forze armate israeliane è un insieme di atti illegali che si prefigurano come reati in base al diritto internazionale, marittimo, europeo e nazionale, e alcuni chiamano in causa direttamente l'Unione Europea e il Governo Italiano.
Tra di essi: l'abbordaggio in acque internazionali, in zona SAR greca, verso imbarcazioni battenti bandiere di diverse nazionalità; il rapimento e sequestro di centinaia di persone di molte nazionalità; l'uso di armi in modo intimidatorio; le violenze e le vessazioni operate verso i rapiti; il sequestro dei navigli; i danni consapevolmente causati alle imbarcazioni per metterle fuori uso; l'abbandono di equipaggi alla deriva in imbarcazioni non più governabili.
E a ciò si aggiunge la deportazione forzata in Israele di due coordinatori della Flotilla, Thiago Avila e Saif Abukeshek, prelevati da un'imbarcazione battente bandiera italiana.


una legge criticata persino da Confindustria, penso che le ragioni dello sciopero generale siano materia esclusivamente sindacale. Ma ciò che allarma è l’evidente tentativo di mettere il bavaglio al movimento dei lavoratori, limitando il diritto di sciopero in modo arbitrario e autoritario e trasformando un conflitto sindacale in conflitto politico e persino minacciando provvedimenti repressivi



e partecipo al cordoglio dell’Anpi - di cui era presidente emerito - e di quanti lo hanno conosciuto e apprezzato; di quanti con lui hanno condiviso passione civile e impegno politico, rivolto, negli ultimi anni, a trasmettere ai giovani i valori frutto della lotta di Liberazione.
La sua azione rimane nel ricordo della Repubblica"
Sergio Mattarella
ti chiediamo scusa per la cattiveria e la miseria umana che stai subendo. Nonostante il tuo passato, la tua sofferenza, ci sono esseri vergognosi, indegni di sedere nelle sedi istituzionali, luoghi simbolo della nostra Costituzione i cui diritti vengono stravolti da questi meschini che si permettono di offenderti, menzionando uno degli aspetti più dolorosi della deportazione: il numero di matricola.
oggetto di fatto di una grave censura da parte del Consiglio regionale del Piemonte che ha revocato il patrocinio all'iniziativa di stasera "Fascismo, guerra e foibe" promossa dalla Casa della Resistenza di Fondotoce e che avrà come protagonista lo storico torinese.

È un gravissimo lutto per tutti, un lutto senza confini come era senza confini la sua missione di uomo e di medico al servizio dell'umanità. La vita di Gino Strada è stata interamente dedicata alla prossimità ed alla cura dei sofferenti, senza alcuna distinzione. Il suo vero nemico era la guerra e la sua inumana insensatezza, eppure è limitativo definirlo un pacifista. Fiero rappresentante di un'altra idea di umanità, Gino faceva della fratellanza e dell'impegno per i diritti umani non degli astratti principi ma una missione civile, una pratica quotidiana, un senso compiuto del vivere. Gino è stato un gigante del nostro tempo, un antifascista attivo, conseguente e intransigente.
La sua improvvisa scomparsa ci lascia nello sgomento e nel dolore. A Cecilia, ai suoi familiari vada l'abbraccio affettuosissimo mio e di tutta l'ANPI.
Nessuna ripartenza sarà possibile senza condizioni lavorative decenti e dignitose, rispetto dei lavoratori e dei loro diritti. Deve finire il tempo in cui l'unico valore di riferimento è quello della produttività, a scapito spesso della vita, come dimostrato dai tanti incidenti di questi ultimi mesi. Esprimo il più profondo cordoglio ai familiari di Adil, ma so che è insufficiente. Non è questa l'Italia per cui hanno combattuto i partigiani. Occorre un cambiamento reale e immediato delle relazioni industriali ed una svolta vera in politica economica e sociale che ponga al centro la persona, la sua dignità, il valore del lavoro umano.

Prima donna a ricoprire questa carica, ha dedicato il proprio impegno a contrastare – anzitutto sul piano culturale, educativo, civile – tutte le forme di violenza, di xenofobia, di razzismo che possono attecchire nelle pieghe della società. Carla Nespolo – che è stata apprezzata parlamentare, prima alla Camera dei Deputati e poi al Senato della Repubblica - è stata anche la prima presidente dell'Anpi che non aveva partecipato, per ragioni di età, alla Resistenza. Ha iniziato, quindi, quel passaggio generazionale di testimone che adesso tocca ad altri proseguire”.
Il messaggio dell'ANPI nazionale
Per tenere viva la memoria e gli ideali dei nostri Partigiani.
Documento ANPI
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