La nostra sezione

Consapevoli di vivere in un epoca dove 1/5 della popolazione gode dei 4/5 delle risorse del pianeta, dove la politica sembra essere totalmente asservita all’economia e guerre e carestie si susseguono per questioni di profitto uccidendo milioni di persone innocenti, mentre qui da noi, parte ricca del mondo, diritti fondamentali come il lavoro, la casa, la salute, la scuola, l’informazione, la cittadinanza, cuore della nostra Costituzione sono sottoposti a un lento e strisciante smantellamento, il 31 maggio 2009 è stata fondata, la sezione A.N.P.I di Bovisio Masciago.
Assumendosi l’impegno di riscoprire ciò che è stata la Resistenza e la Liberazione dal nazifascismo nel nostro comune e territorio, onorare, conservare e diffondere la memoria di coloro che con coraggio, dedizione e sacrificio anche della vita, contribuirono a consegnarci un paese libero e democratico, difendere la Costituzione repubblicana, nata dalla Resistenza e dai valori di giustizia, libertà, solidarietà e uguaglianza per cui si batterono i partigiani. Oggi attuata ancora soltanto in parte. In parte è invece ancora un programma, un ideale, una speranza, un impegno e un lavoro da compiere, per noi e per le generazioni future.


Attività 2013

1 Dicembre 2013

I PROMESSI SPOSI
DIECI ANNI DOPO

Spettacolo teatrale a cura della compagnia Allegra Brigata del CDR di Carugate
Manifesto dello spettacolo Foto momenti dello spettacolo al, teatro La Campanella Foto momenti dello spettacolo al, teatro La Campanella Foto momenti dello spettacolo al, teatro La Campanella foto, esposizione della mostra AKTION T4 nella sala d'accoglienza del comune di Limbiate foto, esposizione della mostra AKTION T4 nella sala d'accoglienza del comune di Limbiate

Recita dell’ALLEGRA BRIGATA del Centro Diurno Ricreativo di Carugate. Compagnia senza barriere architettoniche mentali.


16 Novembre 2013

AKTION T4 – PROVE GENERALE
DI UNO STERMINIO

Lo sterminio dei disabili nella germania nazista
Diversamente abili nel nuovo secolo
“ed in tempi di crisi”

Come oggi, una grave crisi economica imperversa in tutta Europa. In Germania, nel gennaio 1933, Hitler sale al potere. Prevale la folle ideologia della razza pura, la razza ariana. Cinque mesi dopo, il governo del Reich emana la legge allo scopo di impedire la trasmissione delle malattie genetiche ereditarie e 400 mila persone vengono sterilizzate affinché non possano procreare figli difettosi

Manifesto evento in villa Crivelli UNO DI NOI Foto presentazionew mostra AKTION T 4 Lo sterminio dei disabili Foto presentazionew mostra AKTION T 4 Lo sterminio dei disabili Foto presentazionew mostra AKTION T 4 Lo sterminio dei disabili Foto presentazione mostra AKTION T 4 Lo sterminio dei disabili Foto, incontro con le associazioni impegnate sul fronte mdella disabilità Foto, spettacolo Cantando con lu Aquile Randagie Foto, incontro con le associazioni impegnate sul fronte mdella disabilità Foto, incontro con le associazioni impegnate sul fronte mdella disabilità Foto, incontro con le associazioni impegnate sul fronte mdella disabilità Foto, incontro con le associazioni impegnate sul fronte mdella disabilità

la Costituzione, che sancisce che gli uomini sono tutti uguali, hanno uguali diritti, e lo Stato deve assicurare a tutti il diritto ad una vita degna di essere vissuta e il diritto alla salute. A che punto siamo? Quanto incidono ancora i pregiudizi nei confronti dei disabili? È stato sconfitto il sentimento della “vergogna” o si è ancora costretti a vivere la malattia e la diversità come una colpa? Sicuramente si sono fatti grandi passi in avanti, ma si registrano ancora episodi di intolleranza e respingimento delle persone diversamente abili. Le Istituzioni cosa fanno? In un tempo di crisi come questo, spesso proprio le risorse per il sostegno alle persone in difficoltà vengono tagliate per prime. Siamo una società solidale, oppure no? Sui luoghi di lavoro e nelle scuole prevale la solidarietà, o i “problemi” vengono scaricati sui più deboli, sui nostri concittadini disabili?


1 Novembre 2013

NOVEMBRE 1944 – 2013

Celebrazione del 69o anniversario degli arresti e deportazione dei Partigiani di Bovisio Masciago
Manifesto programma della celebrazione Foto Cerimonia alle 7 Lapidi e deposizione della corona d'alloro Foto Cerimonia alle 7 Lapidi e deposizione della corona d'alloro Foto Cerimonia alle 7 Lapidi e deposizione della corona d'alloro Foto Cerimonia alle 7 Lapidi e deposizione della corona d'alloro Foto, Rievocazione degli arresti a cura dell'attrice Alba nel cortile del palazzo comunale Foto, Rievocazione degli arresti a cura dell'attrice Alba nel cortile del palazzo comunale Foto, Rievocazione degli arresti a cura dell'attrice Alba nel cortile del palazzo comunale Foto, Rievocazione degli arresti a cura dell'attrice Alba nel cortile del palazzo comunale Foto, Rievocazione degli arresti a cura dell'attrice Alba nel cortile del palazzo comunale

Non mi devo certo lamentare. Sapevo benissimo che rischiavo la vita e le torture, lottando contro i fascisti e i tedeschi. Se ne parlava spesso fra noi compagni di lotta. Nessuno però immaginava che cosa ci attendeva ... Era andato tutto bene fino all’ottobre. Avevamo messo assieme un bel po’ di armi, in parte strappate a fascisti e tedeschi in alcune azioni spericolate, le altre ottenute da ex militari tornati alle loro case con le armi o da disertori delle stesse forze armate della repubblica di Salò, desiderosi di farci scordare il loro passato. I compagni di Milano ci fornivano giornali clandestini e volantini di propaganda che distribuivamo in Brianza suscitando interesse e simpatia. Vincenzo Pappalettera


6 ottobre 2013

ANNEGATI PERCHÈ Negati!

L’A.N.P.I. di Bovisio Masciago rende omaggio ai migranti morti a Lampedusa
Foto presidio di denuncia per i migranti annegati a Lampedusa

Una cinquantina di cittadini stamattina ha risposto all’invito dell’A.N.P.I. per ritrovarsi in Piazza Biraghi a rendere omaggio ai migranti morti a Lampedusa e chiedere l’abolizione della Bossi–Fini, del reato di clandestinità,la chiusura di tutti i C.I.E. Ognuno si è presentato con un fiore. Sono state lette testimonianze dei soccorritori di Lampedusa ed una dichiarazione di Don Ciotti. Al termine un toccante minuto di silenzio. Poi i fiori sono stati portati al cimitero e deposti accanto alle lapidi dei partigiani, testimoniando un collegamento tra chi è morto per la libertà 70 anni fa e chi è morto in cerca della libertà oggi. Grazie a tutti e a tutte coloro che hanno partecipato. Grazie alle parole toccanti di Tina, a quelle solidali di Daniela, ai propositi di Antonella e Giuliano, al sentito ricordo di Sergio. Avremmo potuto essere di più, ma non eravamo pochi. Siamo ancora umani. RESTIAMO UMANI. L’assessore ai servizi sociali di Lampeusa, informata della nostra manifestazione ci ha scritto ringraziandoci e chiedendo un gesto di concreta solidarietà per le difficoltà che il comune sta affrontando. Questo il testo della mail:
“Grazie, Maria Grazia! Grazie a te e a voi tutti per la vostra vicinanza. Abbiamo veramente bisogno del conforto e dell’incazzatura di tutti!”. Vi mando i dati per eventuali contributi volontari: Conto Corrrente Postale 11445921 Conto corrente bancario Unicredit IBAN IT21A 02008 82960 000300001307 Conto corrente bancario Uicredit IBAN IT20M 07601 16600 0000 11445921 Intestati a Comune di Lampedusa e Linosa CAUSALE: Solidarietà per emergenza immigrazione Lampedusa


25 Aprile 2013

FESTA DELLA LIBERAZIONE

Manifestazione cittadina
Foto cerimonia alle 7 lapidi Foto cerimonia alle 7 lapidi Foto cerimonia al Viale degli Eroi Foto cerimonia al monumento ai caduti della 1a. guerra mondiale Foto alla capelletta dei caduti della 2a guerra mondiale Foto cerimonia almonumento a tutti i caduti al Parco di via Roma Foto conclusione della manifestazione in sala consigliare. Foto conclusione della manifestazione in sala consigliare.

Sono passati 70 anni da quando i lavoratori di Torino incrociarono le braccia, alle 10 del mattino del 5 marzo 1943, da più di 20 anni erano state sciolte le associazioni e i sindacati, dal 1930, con l’avvento del nuovo codice penale, lo sciopero era diventato reato, soprattutto se collegato a finalità politiche, era punito considerata anche l’aggravante dello stato di guerra fino a 2 anni di carcere per i partecipanti e fino a 4 anni per i promotori. Anche oggi ci sono esponenti politici che dicono che non c’è bisogno dei sindacati e dei partiti. Vengono attaccate da più parti le libertà sindacali, i diritti associativi dei lavoratori e si fanno proposte di modelli semplificativi anche della rappresentanza politica, già visti e molto pericolosi. Lo sciopero era anche inseribile fra i reati contro lo Stato: si passava dall’associazione sovversiva, punita da 5 a 12 anni, al disfattismo politico o economico, ( pena non inferiore a 5 anni). La competenza passava dal Tribunale ordinario o della Corte di Assise al Tribunale speciale per la difesa dello Stato, o addirittura ai Tribunali Militari. D’altronde, le parole d’ordine “pane e pace”, come la richiesta di fine della guerra, erano incompatibili con la sopravvivenza del regime fascista.
Ricordiamo il coraggio di Francesco Ghianda, classe 1909, risiedeva in Corso Italia al 25, operaio della Breda. Aveva 34 anni, fu uno dei promotori degli scioperi e per questo fu arrestato il 1 marzo 1944 e tre giorni dopo deportato a Mauthausen, poi in altri campi, ultimo quello di Hinterbruhl Modig. Il 31 marzo 1945 fu ucciso da un SS.


24 Aprile 2013

PARTITI PER BERGAMO

Ricostruzione dell'eccidio di Piazzale Loreto
10 Agosto 1944

Con la presenza di Sergio Fogagnolo dell’associazione famigliari delle vittime di Piazzale Loreto«Le radici della Pace – I 15», figlio di Umberto, uno dei trucidati del 10 Agosto 1944

Manifesto dell'evento Partiti per Bergamo Manifesto dell'evento Partiti per Bergamo Manifesto dell'evento Partiti per Bergamo Manifesto dell'evento Partiti per Bergamo Manifesto dell'evento Partiti per Bergamo Manifesto dell'evento Partiti per Bergamo

Il 10 agosto 1944 un plotone della legione Muti, per ordine della sicurezza nazista, fucilò 15 Partigiani in Piazzale Loreto. Le loro colpe: non pensare fascista e difendere gli impianti industriali che i nazisti volevano trasferire in Germania, depredando così la struttura economica del nostro Paese. A questi 15 Partigiani, come a tutti i Partigiani, dobbiamo 70 anni di pace, democrazia e libertà.
15 VITE PER LA LIBERTÀ
Antonio Bravin, Giulio Casiraghi, Renzo Del Riccio, Andrea Esposito, Domenico Fiorani, Umberto Fogagnolo, Giovanni Galimberti, Vittorio Gasparini, Emidio Mastrodomenico, Angelo Poletti, Salvatore Principato, Andrea Ragni, Eraldo Soncini, Libero Temolo, Vitale Vertemati.


21 Aprile 2013

VISITA AL SACRARIO DI MARZABOTTO

La più feroce strage di civili

Nel settembre 1944, il comando della 16a Divisione Corazzata Granatieri delle SS decide una operazione militare per annientare i gruppi partigiani e rastrellare il territorio nemico. L’operazione, guidata dal maggiore Walter Reder, viene svolta tra il 29 settembre e il 5 ottobre del 1944.

Foto, Sacrario di Marzabotto Foto, targa all'ingresso del sacrario Foto, ricevimento all'interno dell'aula consigliare di Marzabotto Foto, ricevimento all'interno dell'aula consigliare di Marzabotto Foto, visita guigata da una testimone dell'epoca al sacrario e alle frazioni più vicine Foto, visita guigata da una testimone dell'epoca al sacrario e alle frazioni più vicine Foto, visita guigata da una testimone dell'epoca al sacrario e alle frazioni più vicine Foto, Targhe in memoria di alcuni dei martiri Foto, Targhe in memoria di alcuni dei martiri Foto,Targhe in memoria di alcuni dei martiri Foto, Targhe in memoria di alcuni dei martiri

Tutta l’area viene circondata da circa 1000 soldati, tra cui elementi italiani appartenenti alla Guardia nazionale repubblicana. Divisi in 4 plotoni rastrellano l’intera zona sia da sud che da nord, est e ovest. Bruciano le case, uccidono gli animali e le persone. Il bilancio dei 7 giorni di eccidio è di 770 vittime di cui 216 bambini, 142 ultrasessantenni, 316 donne. L’eccidio di Marzabotto non si configura come una rappresaglia bensì come un rastrellamento finalizzato al massacro.
L’eccidio di Marzabotto


16 Marzo 2013

CENA DI SOTTOSCRIZIONE

Cena annuale degli iscritti e dei simpatizzanti
immagine foto della cena

Cena degli iscritti e simpatizzanti A.N.P.I. Bovisio Masciago. (tenuta presso i locali dell’oratorio di S.Pancrazio) Un’occasione per trascorrere insieme una piacevole serata e per sostenere le prossime attività dell’A.N.P.I. Applausi ai cuochi.


15 Febbraio 2013

XVIII GIORNATA DELLA MEMORIA
E DELL’IMPEGNO

In ricordo delle vittime innocenti di mafia

Invitati dall’A.N.P.I. locale, Valerio D’Ippolito, referente per l’associazione Libera di Monza Brianza, e Marino Cannata, figlio di un agricoltore ucciso dalla mafia in Calabria.

Manifesto dell'iniziativa Immagine della Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato foto Intervento introdutivo a cura di ANPI Intervento di Valerio D'Ippolito foto Inte4rvento di Marino Cannata foto Momento del dibattito in sala

Le mafie hanno esteso il loro malaffare in tutta la Lombardia, che è divenuta la 4aregione per beni confiscati, la Brianza non fa eccezione. Come è stato ricordato, l’operazione Infinito che ha portato a 40 condanne, anche di mafiosi operativi a Desio e nei paesi vicini. Un danno enorme sia dal punto di vista economico, (secondo la Corte dei Conti il costo della Corruzione equivarrebbe a 40 miliardi di euro annui) che culturale e politico. Momenti di grande commozione in sala, quando Marino Cannata ha raccontato la storia dell’assassinio di suo padre, ucciso da una bomba introdotta nella sua abitazione. Marino aveva 12 anni e quell’episodio lo ha segnato tutta la vita, ma nello stesso tempo lo ha spinto a lottare con tutte le sue forze contro ogni mafia, per l’affermazione della legalità e della verità


24 e 25 Gennaio 2013

GIORNATA DELLA MEMORIA

Musica e politica dal fascismo alla Shoah
foto Manifesto Giorno della memoria 2013 foto Manifesto Giorno della memoria 2013 foto presentazione dell'incontro a cura di ANPI Bovisio Masciago foto momento del dibattito foto Intervento di Avery Gosfield foto Intervento di Pietro Arienti foto Intervento di Leonardo Visco Gilardi

Il giorno della memoria a Bovisio Masciago, un’occasione per approfondire la conoscenza della storia dello sterminio e delle deportazioni nazi–fasciste. La Shoah, la persecuzione degli ebrei in Europa, le deportazioni dalla Brianza, narrate da testimoni diretti, ex deportati ebrei e politici. le storie narrate dai loro famigliari accompagnate dalla ricostruzione di un ricercatore storico. Storia dell’orrore e la forza della Resistenza anche nei Lager. Riflettere sulle le cause e i fatti, perchè nessuno possa dire “io non lo sapevo”. affinchè tutti ci impegnamo per rendere posibile che quel passato non torni MAI PIÙ.
È disponibile il video dell’iniziativa del 24 Gennaio